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Godo come una zecca bulgara su un pastore maremmano

MESSAGGIO VINCITORE DEL CONCORSO LA PENNA ESTINTA 1998
DI LUCA SARCINELLI

Buondì a tutti! Ho letto il messaggio di Fabio e la risposta di Julia, e sono rimasto un tantino perplesso. Non voglio prendere le difese di QJ, visto che sa farlo benissimo da sola e quando è nell'umore tira fuori le unghie, però una lancia in suo favore devo spezzarla lo stesso.

Ecco Fabio:

> Julia (e qualcun altro di voi) prende troppo sul serio le prescrizioni di allenamento dei guru:
> se non faccio tot ripetute sono morto, se non faccio tot bevute non resisterò ecc.
> Al momento del marito che se ne va e non le lascia il tempo dei suoi allenamenti,
> si è sentita persa, e ha "perso" la sua maratona ancora prima di cominciarla.

Per quel che ne so, hai scelto la persona sbagliata. Julia ha sempre chiesto e offerto consigli su questioni tecniche, sia nella nostra lista, sia su Correre, ma non mi ha dato mai l'idea di essere "ossessionata" dalle questioni poste, o dai programmi di allenamento.

Ho qualche dubbio anche sul fatto che chi, come me, si diverte a sentirsi rincorrere dai suoi stessi obiettivi commetta uno sbaglio o un peccato mortale. Ho detto altre volte che il programma di allenamento, se fatto con uno scopo, può (PUÒ!) contenere in sé stesso il senso del proprio modo di vivere il nostro sport. Io corro quasi tutte le sante volte su un percorso misurato, e prendo gli split ad ogni km, confrontandomi con le settimane precedenti e cercando di migliorarmi. Posso fare anche 300/350 km (e sono cifre ridicole, visto che c'è chi arriva a 450/500) al mese sullo stesso percorso, come mi è capitato, e senza gareggiare, eppure GOOOOOOOOOOODOOO come una zecca bulgara su un pastore maremmano. Guardo il cronometro 500 volte al minuto, e sono felice di farlo. Guardo un punto lontano, e mi sforzo di raggiungerlo alla stessa velocità con cui andavo prima, quindi fisso un altro punto e via così, finché non giungo al parcheggio. Mi piace sentirmi i polmoni andare a fuoco, e dopo mezz'ora veloce avere le gambe pesanti e il cervello che continua a ripetermi di lasciar perdere tutto. È splendido, pensare di aver finito la benzina e ritrovarla all'improvviso, spezzare il fiato a metà allenamento e correre il resto in trance. E quando sento il fegato che bestemmia in qualche linguaggio arcaico, mentre le piante dei piedi non sopportano più neanche una minima asperità e le ginocchia sembrano volersi staccare dal resto del corpo, non posso fare a meno di pensare che il nostro sport è il migliore del mondo.

Fermo restando che Julia non è affatto a questi livelli, e vive la corsa (quando gli altri impegni glielo permettono) in maniera molto più rilassata, lasciati dire, Fabio, che a volte anche le affermazioni sul "fai come ti pare e fregatene di tutto" sono altrettanti dogmi sbattuti in faccia come una scheda di allenamento troppo severa. Ebbene si, voglio perdere le mie giornate a pensare a un nuovo tipo di ripetute, voglio limare ogni decimo di secondo dai miei record (?!?) personali, e quando arrivo alla fine di una gara mi piace allungare come un forsennato per sentire il flebile applauso riservato al 101mo classificato. E provare, non togliermela, anch'io la gioia della corsa (della vita).

Un saluto...

P.S. - Rimane scontato, e credo di parlare a nome di tutti, che il racconto di Angela è stato divertente e appassionante come pochi, e sono stato contento di leggere alla fine che la sua avventura si era conclusa felicemente, nonostante i problemi della settimana prima.