Skip to: Site menu | Main content

Milano con mio padre

MESSAGGIO VINCITORE DEL CONCORSO LA PENNA ESTINTA 2001
DI ADALBERTO

Cari Estinti, come alcuni di voi già sanno, venerdì sera mio padre è entrato in coma e sabato mattina è morto. Era alla soglia degli 80 anni e si trovava all'ultimo stadio del morbo di Alzheimer. La sua vita era oramai un inferno sul piano fisico e mentale e ovviamente lo era anche la nostra, che assistevamo impotenti al suo degrado più totale. Nonostante questo, la morte di un padre - per quanto annunciata - è per un uomo una delle esperienze più significative egli possa fare..., un'esperienza che cambia profondamente il suo modo di pensare e soprattutto di sentire.

È anche per questo che - dopo aver sentito mia moglie, mia madre e mia sorella - ho deciso di correre ugualmente la "MilanoMarathon". Non mi importava assolutamente se nelle due notti precedenti avevo dormito poco o nulla. Dovevo correre per mio padre, che sino a pochissimi anni fa scalava in bicicletta salite su cui molti giovani solitamente sbanfano... e soprattutto dovevo correre con lui. A questo punto, la mia doppia iscrizione e il mio doppio pettorale, su cui abbiamo scherzato nei giorni scorsi, paiono assumere un significato premonitore, ma su queste cose la mia prudenza è totale.

Così sabato sera mia moglie ed io siamo andati all'incontro con gli altri Listaioli e abbiamo beneficiato del clima di festa e di grande allegria, poi questa mattina mi sono presentato al via in una condizione di calma mentale assoluta. Ho goduto di ogni passo che percorrevo e ho corso senza alcuna fatica, con la sensazione che ogni cosa fosse esattamente come doveva essere... compresa l'assenza iniziale dei ristori e la loro povertà spartana dal ventesimo chilometro :-))

Al km 27,5 ho avuto un bellissimo incontro con Giancarlo Zaghi (per l'occasione, addetto agli spugnaggi) al quale ho confidato correndo il lutto in cui mi trovavo e la situazione di completa insensibilità alla fatica. Ho poi deciso di andare incontro al trentaduesimo chilometro, perché sapevo che non avrebbe potuto farmi nulla... Anzi, sono stato io, passando, a fargli uno sberleffo divertito. E così è stato per ogni chilometro successivo. Solo al 38 e al 39 c'è stato un leggero appesantimento, subito recuperato.

Credo che dal quindicesimo chilometro sino alla fine nessun altro podista mi abbia superato (naturalmente, nei primi 15 km se ne erano già andati quasi tutti... :-))), mentre io ne ho superate diverse centinaia. Questa era comunque una cosa che notavo solo con un piccolo angolo della mente, perché per il resto godevo di una sensazione che definirei "dolce".

A pochi metri dal traguardo, ho esteso verso l'esterno la mano destra e ho tagliato il traguardo con mio padre. Spero che, in questi tre anni e mezzo di mia partecipazione alla Lista, abbiate letto un numero sufficiente di miei messaggi per capire che non sto delirando... :-))) ma sto parlando di un'esperienza interiore profonda, che ho vissuto come se fosse assolutamente naturale.

Ora mi sento molto bene, sono meno stanco che dopo una Mezza e avverto che la Maratona è entrata definitavamente nella mia vita... Naturalmente, ho anche qualche pensiero e qualche sensazione che esulano dal campo podistico, che però risulterebbero OT... :-)

Per restare, invece, nel nostro ambito podistico, vi comunico comunque che i miei ritmi sono sempre ultratapascioneschi, anche se... anche se con un modestissimo 4h 25' ho migliorato di un'ora esatta il mio "Personal Bestial" di Roma e Torino '98, le mie due uniche esperienze precedenti in Maratona.

Un grazie di cuore a tutti coloro che in questi giorni mi sono stati vicini e anche a coloro che, pur non sapendo ciò che avevo in cuore, con la loro semplice presenza hanno contribuito a un week end che per me e mia moglie è stato di un immenso significato.

Buona corsa a tutti!
Adalberto