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Olivia the racer

MESSAGGIO VINCITORE DEL CONCORSO LA PENNA ESTINTA 2004
DI GIORGIO POGLIANO

Oggi mia figlia Olivia (sette anni) ha corso la sua prima gara podistica. È un traguardo importante. Vi racconto la sua storia in capitoli.

Prologo
Un feto di sesso indeterminato. Dopo due figlie femmine pensiamo che questo sarà probabilmente un maschio e infatti lo chiamiamo, provvisoriamente Horatio-the-shrimp (Orazio il gambero).

Capitolo 1
22 maggio 1995: l'ecografia mostra un Orazio di quasi sei mesi. Il sesso continua a essere indeterminato. I piedi invece si vedono benissimo. Sono entrambi torti, alla grande. Allontano le due figlie maggiori, venute come me per sapere se Orazio sarà maschio o femmina, e comincia un lungo viaggio. Ci ipotizzano persino la Trisomia-18.

Capitolo 2
Giugno 1995. La funicolocentesi (prelevamento del sangue dal feto) non dà risultati attendibili, perché il campione prelevato é troppo piccolo.

Capitolo 3
Fine giugno 1995. L'amniocentesi dice che non c'è Trisomia-18. Il problema dei piedi torti resta. Orazio diventa Olivia.

Capitolo 4
11 ottobre 1995. Nasce Olivia. I piedi fanno spavento. Sembrano due mani. Equini di 45 gradi, supinati di 90, vari di 90, cavi di 45. Un caso da manuale, anzi, peggio. La pediatra (scema) che la vede nascere sentenzia: "Non credo che camminerà mai". Nel pomeriggio arrivano quattro specialisti e la ingessano dai piedi alle anche. Resterà ingessata per un anno intero. Olivia la neonata.

Capitolo 5
Gennaio-Febbraio 1996. Olivia viene operata due volte. Ricostruzione microchirurgica dei piedi, che vengono immediatamente reingessati. Ma lei non sopporta i gessi e impara presto a disfarsene. Ogni giorno c'è un gesso da cambiare. Olivia Houdini.

Capitolo 6
Ottobre 1997. Via i gessi e iniziamo con le scarpette notturne. I piedi sono ancora deformi e Olivia, ovviamente, non accenna neppure a utilizzarli. Corre e salta sulle ginocchia, come faceva quando aveva i gessi.

Capitolo 7
Luglio 1998 - Novembre 2000. Olivia cammina, ma in modo molto sgangherato. Cinque passi e poi cade. A volte dieci. Viene operata altre due volte e resta ingessata dai piedi alle anche complessivamente per altri sette mesi, perdendo gran parte dell'anno d'asilo. Meglio così, comunque, perché a scuola i bambini la prendono in giro per come cammina. Lei fa spallucce ma si vede che ci resta male.

Capitolo 8
Dicembre 2000 - Giugno 2002. I piedi migliorano lentamente. Olivia è molto attiva. È sempre in movimento, si arrampica dappertutto e salta. Quando corre fa venire i brividi, ma fa piacere vederla correre. Nuota come un pesce. Molta psicomotricità (fisioterapia e coordinamento). I bambini non la sfottono più perché comincia a camminare abbastanza bene.

Capitolo 9
Giugno 2002 - Febbraio 2003. Miglioramenti strabilianti. Cammina perfettamente, comincia a correre molto meglio.

Capitolo 10
Marzo 2003. Mi chiede di farle vedere come è fatto un chilometro. Glielo mostro in 6 ripetute da 150 metri con recupero 20" :-)). Amy e io decidiamo di iscriverla alla "Topolino Marathon" abbinata alla maratona di Torino.

Capitolo 11
Oggi, 13 aprile 2003. Mentre la mamma corre la maratona, il papà accompagna Olivia alla sua prima gara di 1 km... e 195 metri. Vi racconto una gara, questo non è certo un OT! Manca meno di un quarto d'ora alla partenza e scopro di non avere capito niente. È una "maratona" in linea retta e noi siamo sotto lo striscione dell'arrivo! Dai, Olly, corriamo! Via di corsa per qualche centinaio di metri, confidando negli alti poteri di recupero dei bambini. A un certo punto però mi accorgo che la sto sfiancando e allora me la carico sulle spalle e continuo a correre più veloce che posso con il fardello extra. La partenza viene anticipata di qualche minuto e io la spoglio affannosamente per rivelarla nella sua atletica tenuta Nike color pink (Girls just do it, dice). Bum! Partiti! Olivia è parecchio indietro nel gruppo ma parte con estrema determinazione e comincia a ziz-zagare tra bambini di età comprese tra 6 e 12 anni e tra i loro... chiamiamoli così... iperprotettivi genitori. Nonostante lo speaker abbia esortato gli adulti a separarsi dai pargoli, niente da fare. Io seguo la corsa dal marciapiede e temo in cuor mio che Olivia sia partita un po' fortino. Sbaglio. Dopo qualche incertezza i suoi piedi viaggiano diritti, e Olivia allunga, continuando a sorpassare. Sono "in borghese" e ho parecchie cose sotto braccio e comincio a sudare. Stiamo viaggiando a 5' o giù di lì!!!! La gara continua, e un chilometro senza pause puo' essere lunghetto se preso troppo forte. Ma lei non accenna a rallentare. Il chilometro passa, mancano meno di duecento metri. Olivia, vai, che manca poco!!! Si gira, mi vede, allunga una mano e mi invita a correre con lei. Proprio come quei genitori cogl... scusate, iperprotettivi... Mi getto nella mischia. Le regole sono regole, ma in Italia ogni regola ha la sua deroga, ognuno ha la sua eccezione, la sua ragione per essere...

per essere al fianco della figliola di sette anni lanciata a meta. Mano nella mano. Sette anni di speranze realizzate... in meno di sette minuti.

Giorgio

ORN: vado a correre...